(Cooking Vinyl)
Con Buddhist Hipsters, Alex Paterson riafferma la longevità concettuale del progetto The Orb, giunto al suo diciottesimo album in studio. L’opera, realizzata in collaborazione con Michael Rendall – ormai coprotagonista a pieno titolo della visione sonora orbiana – si colloca in una traiettoria di continuità e riflessione sul linguaggio elettronico che Paterson ha plasmato nel corso di oltre trentacinque anni di attività.
A livello estetico, Buddhist Hipsters rappresenta una ricomposizione delle matrici originarie del suono Orb: la dialettica fra texture ambientali e ritmiche dilatate, l’uso semantico del campionamento, la componente aleatoria della forma. Si avverte un ritorno alle atmosfere di The Orb’s Adventures Beyond the Ultraworld (1991) e U.F.Orb (1992), ma filtrato da un approccio più stratificato, in cui la profondità del mix e il trattamento timbrico rimandano alla produzione contemporanea.
Il disco si distingue anche per la presenza di ospiti di altissimo livello: Steve Hillage e Miquette Giraudy, figure storiche del collettivo psichedelico Gong e del duo System 7, donano al progetto una forte impronta cosmica, fatta di arpeggi di chitarra riverberata, sequenze trance e sintetizzatori liquidi. A completare il quadro c’è Youth (Martin Glover), ex bassista dei Killing Joke e produttore visionario, noto per la sua collaborazione con i Pink Floyd in The Endless River (2014) e con Paul McCartney, Roger Eno e molti altri.
Musicalmente, Buddhist Hipsters è un viaggio caleidoscopico tra stili e sensibilità diverse. Le atmosfere prevalenti sono ambientali e ipnotiche, costruite su droni, pad eterei e campionamenti vocali e suoni concreti. Tuttavia, il disco non si limita a un unico registro: qua e là emergono ritmi downtempo dal sapore afrobeat, episodi venati di reggae , momenti che flirtano con l’house. In un’epoca in cui la musica elettronica tende spesso alla formula, Buddhist Hipsters è un’opera che respira libertà, un invito alla lentezza e all’ascolto profondo, fedele alla filosofia Orb: un’elettronica per la mente, il corpo e lo spirito.
(Amptek, voto 8)
1. Spontaneously Combust 10:20
2. P~1 06:06
3. Baraka 07:06
4. A Sacred Choice 05:51
5. Arabebonics 05:34
6. It’s Coming Soon 06:20
7. Doll’s House 07:28
8. The Oort Cloud (Too Night) 06:57
9. Under The Bed 09:54
10. Khàron 12:01
Line up:
The Orb
• Alex Paterson – programming, production
• Michael Rendall – programming, production
Additional contributors
• Steve Hillage – guitar on “Spontaneously Combust”
• Youth – bass guitar on “A Sacred Choice”
• Andy Falconer – synthesizer on “A Sacred Choice”
• Eric Von Skywalker – vocals on “A Sacred Choice”
• Violeta Vicci – violin on “Arabebonics”
• Rrome Alone – vocals on “Arabebonics”
• Andy Caine – vocals on “It’s Coming Soon”
• Trevor Walters – vocals on “The Oort Cloud (Too Night)
• Roger Eno – keyboards on “Khàron”



