Berlin Rom Express 2023 @ Villa Massimo, Roma (8 settembre 2023) – Video e racconto della serata

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La suggestiva location Accademia Tedesca di Villa Massimo in Roma anche quest’anno ha fatto da scenario all’ormai tradizionale quanto irrinunciabile happening di musica elettronicaBerlin Rom Express”. Ingresso come sempre gratuito previa registrazione sul sito. Iniziativa, come sempre ben organizzata da Alva Noto, dal successo ormai consolidato negli anni anche grazie all’event manager Agnese Picari e all’ufficio stampa di Villa Massimo diretto da Allegra Giorgolo.

La lineup in apertura è affidata a Nazanin Noori, giovane donna di origini persiane che vive e lavora a Berlino. Nella sua performance emergono droni dalle timbriche spesso aspre con un vago sapore orientale. L’artista ama difinirlo “ambient hardcore” nelle proprie pagine di riferimento. L’atmosfera sembra quasi voler evocare paesaggi desertici immersi nella fissità di lunghe e assolate giornate.

E’ la volta poi di Electric Indigo, dj nordeuropea di lungo corso. Il live si articola con un synth modulare dove tra manopole e fili, Susanne Kirchmayr (in arte Electric Indigo) dirige e controlla in modo mirabile suoni che finiscono per girare tra le teste del pubblico grazie all’apporto di un ottimo impianto quadrifonico. Atmosfere immaginifiche prima sospese e rarefatte, poi man mano in crescendo i suoni si stratificano fino ad arrivare ben distinti dai quattro punti cardinali. Lentamente da un’atmosfera sperimentale si innesta un beat che si irrobustisce fino a diventare Electro di stampo “old school“, tanto da ricordare i Kraftwerk di “Computer World” o di “Tour de France”. Il live è corroborato dalle visuals teleguidate da Markus Heckmann.

Il pubblico si scalda e la palla passa a Robert Henke. L’artista tedesco tiene alta l’atmosfera disegnando linee di suono immaginifiche per la danza mentale e del corpo. Tutto è a ondate, niente è stabilizzato. Il flusso è come un grafico in sali / scendi.
Pattern ritmici incalzanti si alternano a diversi momenti di riposo. Anche qui i suoni si distribuiscono in quadrifonia e si incastrano a meraviglia con le visuals di Benjamin Sugar. Il pathos è alto.

E si chiude in bellezza con Alva Noto. Di lui l’anno scorso scrissi proprio su queste pagine: “un artista poliedrico che riesce sempre a dare quel qualcosa in più. Diverte perchè si diverte come un matto a suonare la musica che ama. Forse la cifra del rigore filologico e stilistico di cui è famoso sta tutta qua. E ti pare niente?

L’attitudine – non facile a trovarsi – di amore viscerale per la musica, unita alla gioia di trattare i suoni con lo stesso trasporto e divertimento di un bambino davanti al suo giocattolo preferito, sono qualità che messe insieme fanno di Alva Noto un artista davvero unico e completo.
Se in almeno 3 lingue europee “suonare” significa anche “giocare”, ci sarà un perchè.

(H501L)

 

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