Il 1992 elettronico visto attraverso dieci dischi

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Il 1992 è uno degli anni che segna il decollo della nuova popular music elettronica che si propaga nel mondo con l’esplosione dell’house music e della techno. Mentre il rock rielabora linguaggi e idee del suo passato continuando ad alimentare forme e strutture già consolidate si stanno delineando nuovi lessici.
Con gli anni ’90 inizia l’invasione delle consolle dei giochi, dei modem a 56k, dei computer con desktop, dei telefoni cellulari e l’informatizzazione inizia a divenire un elemento quotidiano accanto a nuove forme di cultura in grado di recepirne gli impatti. Si diffondono cyberpunk e rave culture e le profezie di “Blade Runner” paiono essere, solo 10 anni dopo, sempre più vicine, come sempre più prossime sono le incertezze promesse dalle turbolenze sociopolitiche di fine del millennio. La Caduta del Muro mostra il futuro di una globalizzazione sempre più incerta in cui il mondo digitale si inserisce con promesse di stabilità e nuove “economie”.
Nel 1992 vengono pubblicati dei dischi chiave che mettono in luce le nuove prospettive sonore figlie del nuovo paradigma uomo macchina. Dieci dischi sono in realtà un frammento insufficiente a descrivere un universo cosi complesso e rivoluzionario ma serviranno a fissare alcuni punti salienti.

  • Aphex Twin – Selected Ambient Works 85-92
    è l’esordio di uno dei geni della nuova elettronica, il personaggio che fisserà alcuni dei parametri chiave in salsa europea dei suoni della techno. Inizia la sua carriera di produttore e punto di riferimento della scena con questo disco sorprendente anche per le date di realizzazione di questi brani in cui propone la sua formula di ambient techno, braindance o intelligent dance music (?).
  • Underground Resistance ‎– Revolution For Change
    I nemici pubblici della techno? I Black Poets fusi con una 808? La rivoluzione viene da Detroit dove i Kraftwerk sono stati rimiscelati con i Funkadelic grazie al djing nato con l’hip hop. La nuova dance ricompone gli album partendo dai singoli e qui sono concentrati alcuni degli e.p. seminali di Detroit.
  • Various Artists – Artificial Intelligence
    La Warp mette in campo il primo disco di braindance o idm della storia, la techno si fa musica d’ascolto. La nuova elettronica europea si mette in gioco con autori che da lì a poco saranno i suoi più iconici protagonisti con sigle varie ci sono tutti da Aphex Twin a Alex Paterson, da Autechre a Speedy J.
  • Jeff Mills – Waveform Transmission Vol. 1
    Uno dei producer che viene dal magma primordiale di Detroit, il padre di tutte le casse (dritte) in quella che è un vero e proprio manuale della techno. Un grande classico di uno dei più celebri e iperattivi dj e produttori della scena mondiale.
  • The Orb – U.F.Orb
    L’ambient techno con venature surreali e psichedeliche che prende vita dalle miscelazioni di quello che diverrà uno dei collettivi più emblematici degli anni ’90. La potenza innovativa degli Orb li porta in cima alle classifiche inglesi sia con “Blue Room”, un singolo che raggiunge i 20 minuti per lato, che con questo album.
  • Polygon Window ‎– Surfing On Sine Waves
    E’ l’anno dell’esplosione di Richard D. James che ha iniziato a invadere il mercato con le centinaia di tracce inedite che ha negli armadi. Ambedue i lavori sono dirompenti e Polygon Window contiene anche alcune hit da rave party come la mitica “Quoth”.
  • Leo Anibaldi ‎– Cannibald – The Virtual Language
    Anche Roma è entrata prepotentemente nel nuovo universo elettronico dando vita a una vivace scena rave popolata di etichette indipendenti e di produttori-dj fra i quali Leo Anibaldi. Uno dei migliori lavori della techno romana pubblicato da ACV.
  • Various ‎– From Our Minds To Yours Vol. 2
    Raccoltona di brani della canadese Plus 8 Records fondata da Richie Hawtin e John Acquaviva racconta il suono techno oltre confine ma sostanzialmente limitrofo a Detroit. Altro grande caposaldo del suono storico della techno.
  • X-102 ‎– Discovers The Rings Of Saturn
    Altro manifesto dell’era rave. Dietro a questa sigla criptica si nascondono le menti del suono di Detroit: Mike Banks, Jeff Mills e Robert Hood. Pubblicato dalla berlinese Tresor, altro ponte fondamentale fra Detroit ed Europa, trasferisce la techno nello spazio siderale grazie all’ipnotica circolarità dei suoi suoni e dei suoi ritmi.
  • The Future Sound Of London – Accelerator
    Dopo una miriade di pubblicazione attraverso varie sigle prende forma il futuro suono di Londra, un progetto che già dal nome prospetta una promessa che nel corso del decennio riuscirà, almeno in parte, a mantenere. I FSOL iniziano il loro percorso in una ambient techno psichedelica ricca di influenze e convergenze sonore con un uso sapiente e spregiudicato dei campionamenti.

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